Decreto Ristori

Dolcetto o scherzetto?

La sera del 28 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ristori, emanato per far fronte all’emergenza finanziaria conseguente all’epidemia. Tralascio quello che riguarda smart working e cassa integrazione e mi concentro sull’articolo 1, quello che riguarda la riedizione del contributo a fondo perduto per le attività chiuse o con orario ridotto dopo l’ultimo dpcm adottato dal Governo il 25 ottobre.

Sintetizzando al massimo, i bar riceveranno per esempio il 150% di quanto ricevuto con il primo indennizzo del Decreto Rilancio, i ristoranti il 200%, cioè il doppio, le discoteche il 400%. Vedremo se verrà rispettata la promessa di far arrivare i soldi entro il 15 novembre ai soggetti che avevano già ricevuto il bonus.

Per avere accesso al contributo occorre avere la partita Iva aperta alla data del 25 ottobre 2020 ed essere compresi nell’elenco dei codici Ateco che allego. Accanto ad ogni codice aono indicati i coefficienti di moltiplicazione.

Esempio di un bar, codice Ateco 56.30.00: se a luglio aveva ricevuto 1.300 euro di contributo a fondo perduto, entro il 15 novembre dovrebbe riceverne altri 1.950 (cioè 1.300 X 150%), automaticamente.

Perplessità del sottoscritto: i contributi di quest’estate erano parametrati alla riduzione di fatturato tra aprile 2020 e aprile 2019; i contributi dell’ultimo Decreto sono calcolati partendo sempre da quei dati… non lo trovo del tutto logico!


Imu e locazioni

Cancellata la seconda rata dell’Imu per tutte le attività chiuse o limitate. Vale solo se il proprietario dei muri è anche gestore dell’attività.

Per chi gestisce l’attività con contratto d’affitto scatta un nuovo credito d’imposta sui canoni di ottobre, novembre e dicembre. L’agevolazione vale solo per i codici Ateco dell’elenco.

Venerdì, 30 Ottobre 2020 14:55

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