News dalla fatturazione elettronica

Un primo bilancio dopo 2 mesi e mezzo di fatturazione elettronica: siamo sopravvissuti. Come prevedibile l’inizio è stato complicato per le aziende e, ve lo assicuro, devastante per lo Studio, che si è dovuto sobbarcare la gestione di questa prima fase con il sovrapporsi di più adempimenti e scadenze. Prima la configurazione di tutti i clienti, poi l’assistenza, con software lento o bloccato, ritardi, scarti, insomma ANSIA. Confidiamo che il sistema si affini in tempi ragionevoli, perché così è davvero dura…

Ma, a parte i piagnistei, con la presente volevo fare il punto su alcuni dubbi che sono sorti:

  • Quando scattano le sanzioni? Regola generale: la fattura deve essere emessa entro le 24 ore dal momento di effettuazione dell’operazione ed inviata allo SDI entro 10 giorni. Per i primi 6 mesi nessuna sanzione per chi emette la fattura in ritardo, però è importante chiarire che nessuno sconto è previsto sulle sanzioni per il ritardato versamento dell’IVA. Per capirci l’AdE dice “fai pure l’invio dopo i 10 giorni, ma se non mi paghi l’IVA entro la scadenza…”
    Si sentono in giro leggende metropolitane incredibili, come quella per cui alcuni, alla richiesta di fattura, rispondono che fino al 30 giugno non ci sono sanzioni quindi invieranno tutto il 30 giugno: follia, proprio perché in questo modo verrebbe sanzionato comunque il pagamento tardivo dell’Iva. Oltretutto chi acquista, che ha pagato il corrispettivo e non si ritrova la fattura elettronica, non può detrarsi l’Iva (cornuto e mazziato)
  • Fattura accompagnatoria: come si risolve con l’avvento della fattura elettronica? Un’ipotesi potrebbe essere quella di emettere fattura accompagnatoria elettronica stampando la copia di cortesia e facendola viaggiare con la merce, al posto del DDT. Quello che comunque è importante, al di là di varie ipotesi, è che la merce sia sempre accompagnata almeno da un DDT o da un documento facente funzione di DDT predisposto su carta, in aggiunta alla fattura che sarà poi emessa in digitale. Un’alternativa valida concretamente applicabile e che, oltretutto, consente di evitare ogni sorta di incertezza, è quella della fatturazione differita. Con l’ausilio della fatturazione differita, l’operatore, in occasione di ciascuna consegna della merce, dovrà emettere un DDT (che accompagnerà la merce stessa) e, a seguito di questo, ogni fine mese procederà all’emissione di un’unica fattura elettronica riepilogativa, richiamando al suo interno i riferimenti del/dei DDT cui la fattura si riferisce.
  • Marca da bollo: ci hanno fregato, non si può dire altrimenti! Alla partenza delle fatture elettroniche ci era stato detto che l’intera imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche avrebbe dovuto essere versata entro 120 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta. Che bello, che comodo. Ma visto che abbiamo dei simpatici umoristi a fare le norme, cambio di rotta e periodicità trimestrale, entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre. In una successiva circolare spiegherò meglio questa invenzione e le modalità di pagamento
  • Fattura elettronica a privati: il consumatore finale che chiede fattura non è obbligato ad avere un indirizzo PEC e riceverla elettronicamente. Quando il consumatore finale chiede la fattura, l’esercente o professionista è obbligato ad emetterla elettronicamente ed inviarla allo SDI e anche a fornirne copia al cliente (la copia di cortesia)

E allora... buona sopravvivenza

Paolo Alossa

Martedì, 12 Marzo 2019 16:29

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